La recente decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) del 27 ottobre 2023, relativa alla controversia tra il club rumeno U Craiova 1948 SA e il calciatore serbo Marko Gajic, offre un’importante occasione di riflessione su uno dei concetti-chiave del diritto sportivo: la “giusta causa” per la risoluzione anticipata di un contratto di lavoro sportivo.
La giusta causa: definizione e principi fondamentali
La “giusta causa” legittima l’interruzione anticipata di un contratto di lavoro sportivo senza incorrere nelle penalità previste per la risoluzione ingiustificata. In ambito calcistico, l’Art. 14 del FIFA Regulations on the Status and Transfer of Players (RSTP) è la norma cardine che disciplina tale fattispecie. Questa previsione, integrata dalla successiva prassi del CAS, richiede che la giusta causa non sia una semplice mancanza formale o un singolo episodio di condotta scorretta, bensì una violazione grave, persistente e tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale. In caso di lacune normative, la decisione del CAS ha confermato l’applicabilità sussidiaria del diritto svizzero, principalmente basato sul principio di buona fede e sulla disciplina del licenziamento per giusta causa prevista dagli Art. 337 e seguenti del Codice delle Obbligazioni (CO).
Per poter invocare la giusta causa, il club deve dimostrare:
- Gravità della violazione: L’evento contestato non può essere isolato e di scarsa rilevanza. Deve trattarsi di un inadempimento che compromette irrimediabilmente la fiducia e la base del rapporto contrattuale.
- Continuità o eccezionale gravità: Un’unica assenza non autorizzata e di breve durata, come nel caso esaminato dal CAS, difficilmente costituisce “giusta causa”. Il club dovrebbe provare un comportamento ricorrente, o un episodio talmente grave da rendere insostenibile la collaborazione.
- Rispetto dei diritti di difesa: L’Art. 14 RSTP e la prassi CAS esigono anche il rispetto dei principi procedurali fondamentali. Il calciatore deve essere informato delle contestazioni e avere la possibilità di difendersi. L’assenza di una procedura disciplinare corretta e trasparente invalida la pretesa del club di agire per giusta causa.
I principi di diritto nella decisione del CAS
La pronuncia in commento riflette alcuni principi chiave del diritto sportivo e del diritto svizzero:
- Buona fede e pacta sunt servanda: Le parti sono vincolate a rispettare gli impegni contrattuali secondo lealtà e correttezza, evitando comportamenti opportunistici.
- Proporzionalità: La misura adottata deve essere proporzionata alla gravità del comportamento contestato. Un singolo episodio minore non può giustificare la risoluzione totale del contratto.
- Prevalenza dei regolamenti FIFA: Salvo diversa pattuizione, i regolamenti FIFA prevalgono sulle normative locali, garantendo un quadro uniforme e coerente per il trasferimento e la tutela del calciatore.
- Diritti di difesa e correttezza procedurale: Il rispetto dei diritti fondamentali del tesserato è un requisito imprescindibile. Il club che voglia risolvere un contratto per giusta causa deve mettere il giocatore nelle condizioni di difendersi e chiarire le proprie ragioni.
L’importanza di seguire procedure disciplinari corrette
I dirigenti sportivi devono assicurare che ogni azione disciplinare sia svolta nel pieno rispetto dei regolamenti FIFA e delle normative applicabili. Ciò implica:
- Formalizzare le regole interne: Stabilire un codice di condotta chiaro, conforme ai RSTP e ai principi generali del diritto applicabile.
- Comunicare tempestivamente le contestazioni: Informare il giocatore degli addebiti in modo formale e documentato, mantenendo la massima trasparenza.
- Garantire adeguate difese: Il calciatore deve essere posto nelle condizioni di fornire la propria versione dei fatti, potendo così esercitare appieno il diritto di difesa.
Consigli pratici per i club sportivi
- Documentazione accurata: Tenere traccia di ogni violazione (assenze non giustificate, comportamenti non conformi, ritardi nei pagamenti) con prove solide (rapporti di allenamento, comunicazioni scritte).
- Procedura disciplinare codificata: Redigere un “Regolamento disciplinare” interno, firmato dai tesserati a inizio stagione, che stabilisca diritti, doveri, sanzioni e passaggi procedurali.
- Regolarità dei pagamenti e chiarezza contrattuale: Evitare ritardi o inadempimenti verso il giocatore. Il club che dimostra serietà e puntualità riduce il rischio di vedere la propria posizione indebolita in caso di controversia.
- Prevenzione: Coltivare una comunicazione interna continua e trasparente, promuovere rapporti di fiducia con i calciatori e creare un contesto di reciproco rispetto.
La rilevanza giurisprudenziale e le implicazioni future
La decisione del CAS nel caso U Craiova 1948 SA vs. Marko Gajic, in linea con precedenti simili (CAS 2006/A/1062, CAS 2006/A/1180, CAS 2007/A/1210), conferma che la risoluzione per giusta causa non è uno strumento da utilizzare con leggerezza. Piuttosto, è una tutela dell’equilibrio contrattuale, applicabile solo in presenza di violazioni gravi e accertate con procedure corrette.
Comprendere a fondo la nozione di giusta causa, i relativi presupposti normativi e i principi giurisprudenziali sottesi è essenziale per i dirigenti sportivi. Ciò permette di prevenire controversie, tutelare gli investimenti societari e mantenere integra la reputazione del club a livello nazionale e internazionale.