Il pagamento dei bonus ai club e ai giocatori è una prassi consolidata nei contratti sportivi, ma può nascondere insidie se non viene gestito correttamente. Una recente sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) nel caso CAS 2022/A/9170 tra Royal Antwerp FC e Wydad Athletic Club ha offerto spunti interessanti su come le clausole contrattuali debbano essere redatte e interpretate per evitare contenziosi.
🔗 Consulta la decisione completa qui
Principi di diritto applicabili ai bonus
In ambito sportivo, il pagamento dei bonus si basa su specifici accordi contrattuali tra le parti. Tali accordi devono rispettare alcuni principi giuridici fondamentali:
- Intenzione delle parti: Secondo l’articolo 18 del Codice delle Obbligazioni svizzero, che spesso disciplina i contratti sportivi internazionali, l’interpretazione delle clausole deve riflettere la reale intenzione delle parti e non solo il testo letterale del contratto.
- Chiarezza e precisione: Un contratto ben redatto deve specificare chiaramente i termini e le condizioni per il pagamento dei bonus. Ambiguità o errori possono portare a interpretazioni controverse e a potenziali obblighi finanziari imprevisti.
- Buona fede contrattuale: Le parti sono tenute a rispettare il principio di buona fede durante tutte le fasi del rapporto contrattuale, come previsto dai codici civili di molti Paesi europei, inclusa l’Italia (art. 1175 e 1375 c.c.).
Lezioni pratiche dalla sentenza TAS CAS 2022/A/9170
Nel caso CAS 2022/A/9170, il Royal Antwerp FC aveva concesso in prestito un giocatore al Wydad AC, con clausole che prevedevano il pagamento di bonus per la vittoria in competizioni specifiche. Un errore di dicitura nella clausola (menzione della UEFA Champions League invece della CAF Champions League) ha portato a un contenzioso.
Il TAS ha stabilito che l’intenzione comune delle parti era chiara: il bonus doveva applicarsi alla vittoria nella CAF Champions League, riconoscendo l’errore materiale nel testo del contratto.
Consigli pratici per le società sportive
- Redigere contratti chiari e precisi:
Specificare esattamente le competizioni, gli obiettivi e le condizioni che attivano il pagamento dei bonus. Evitare riferimenti generici o termini ambigui. - Controllare i dettagli tecnici:
Piccoli errori materiali possono causare grandi controversie. Prima della firma, effettuare una revisione approfondita del contratto per assicurarsi che tutti i dettagli siano corretti. - Definire l’intenzione comune per iscritto:
Allegare al contratto una dichiarazione congiunta delle parti che chiarisca l’interpretazione delle clausole chiave. Questo può servire come prova in caso di dispute future. - Prevedere procedure di risoluzione delle controversie:
Inserire clausole compromissorie che prevedano la risoluzione delle controversie dinanzi al TAS o ad altri organi arbitrali specializzati. - Monitorare gli adempimenti:
Tenere un registro dettagliato degli obiettivi raggiunti e dei pagamenti effettuati per evitare inadempimenti involontari.
Conclusione
La gestione dei bonus richiede attenzione ai dettagli e una chiara definizione degli obiettivi contrattuali. La sentenza CAS 2022/A/9170 sottolinea l’importanza di interpretare i contratti in modo coerente con l’intenzione delle parti e offre una lezione chiara: la precisione contrattuale è fondamentale per evitare sorprese finanziarie e contenziosi.
Per ulteriori dettagli sulla decisione, potete consultare la sentenza completa qui: CAS 2022/A/9170.