quando la performance non giustifica la risoluzione: come evitare errori contrattuali costosi
quando la performance non giustifica la risoluzione: come evitare errori contrattuali costosi

quando la performance non giustifica la risoluzione: come evitare errori contrattuali costosi

Principi di diritto: la giusta causa e le prestazioni sportive
Una recente pronuncia del tribunale arbitrale dello sport (TAS), Cas 2022/a/8963, ha chiarito un principio cardine: le prestazioni sportive insufficienti non costituiscono una giusta causa per la risoluzione di un contratto di lavoro nel calcio professionistico. le società sportive che decidono di interrompere anticipatamente il rapporto con un calciatore solo per il suo rendimento rischiano di incorrere in serie conseguenze economiche e giuridiche.

Secondo l’articolo 14(2) del regolamento fifa sullo status e il trasferimento dei calciatori (RSTP), la risoluzione contrattuale per giusta causa è giustificata solo in presenza di condotta abusiva o di violazioni gravi degli obblighi. inoltre, l’articolo 17(1) del rstp prevede che, in caso di violazione ingiustificata del contratto, la parte danneggiata abbia diritto a una compensazione basata sul principio dell’interesse positivo.


Cosa insegna questa decisione alle società sportive

  1. La performance sportiva non è invocabile per risolvere il contratto per giusta causa
    Le società sportive non possono sciogliere unilateralmente un contratto con un atleta per scarso rendimento. un passo simile può comportare compensazioni molto onerose.
  2. Attenzione alla documentazione contrattuale
    E’ essenziale stipulare contratti chiari e dettagliati. clausole relative a prestazioni e risoluzione devono rispettare le normative fifa e gli standard legali internazionali.
  3. Condotta abusiva e violazioni gravi
    La giusta causa per la risoluzione sussiste soltanto in casi di condotta abusiva o violazioni gravi. ad esempio, un rifiuto ingiustificato di allenarsi può essere considerato abuso, ma non il semplice rifiuto di un trasferimento in prestito.
  4. Dovere di mitigare i danni
    Quando una controversia si conclude con una risoluzione ingiustificata, l’atleta ha l’obbligo di contenere le proprie perdite cercando un nuovo impiego. ciò può ridurre la compensazione a carico della società.

Consigli pratici per le società sportive

  1. Valutare soluzioni alternative
    In caso di scarso rendimento, prima di procedere alla risoluzione esplorate opzioni come il prestito temporaneo o programmi di recupero della performance.
  2. Formazione e aggiornamento del management
    Assicuratevi che dirigenti  siano aggiornati sulle normative fifa e sulle ultime decisioni tas per evitare errori potenzialmente molto costosi.
  3. Prevenire controversie con clausole chiare
    Inserite nei contratti clausole che prevedano meccanismi di gestione del rendimento, come valutazioni periodiche o obiettivi condivisi, sempre nel rispetto dei principi legali.
  4. Dialogo costante con l’atleta
    Mantenere una comunicazione aperta e trasparente con i giocatori aiuta a prevenire incomprensioni e favorisce soluzioni condivise, evitando dispute legali.

Conclusione

La pronuncia cas 2022/a/8963 ammonisce le società sportive: la risoluzione di un contratto di lavoro deve essere gestita con rigore giuridico e cognizione dei rischi. un approccio professionale e il rispetto delle normative fifa possono scongiurare pesanti conseguenze economiche e difendere la reputazione del club.

per maggiori approfondimenti: leggi la decisione completa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *